Dieci anni di amore e lotta, di relazioni intessute giorno dopo giorno contro esclusione, razzismo e precarizzazione.
Dal 2016, lo Sportello Sans-Papiers offre supporto sociolegale gratuito attraverso la creazione di reti di solidarietà in questa siciliana terra di confine.
È da questi margini che abitiamo – chi perché ci è natə, chi per scelta, necessità, casualità o orgoglio – che costruiamo pratiche di cura radicale per ricordarci che l’assistenzialismo e l’esclusione non sono l’unica risposta.
Da 10 anni, ogni mercoledì pomeriggio, dalle 16:00 alle 19:00, l3 attivist3 dello Sportello offrono ascolto, informativa, supporto socio-legale e orientamento ai servizi socio-sanitari esistenti sul territorio.
Lo Sportello vive grazie a una equipe militante e multidisciplinare: operator3 sociali, legali, mediator3, attivist3 che cercano di mettere in atto quotidianamente azioni di supporto come strumenti di contrasto alle disuguaglianze strutturali, secondo prassi antioppressive.
“Fare Sportello” per noi significa tenere insieme l’ascolto profondo e la comunicazione multilingue, il sostegno legale e quello sociale, l’intessere relazioni.
Significa guardare insieme i vari livelli di oppressione che tessono le nostre vite quotidiane, individuare i punti di rottura di una burocrazia insensata e trasformarli in leve per rivendicare diritti e libertà collettive.
È sovvertire la dinamica dell’”erogazione di un servizio”, porre in essere uno scambio che lascia spazio all’ascolto, alla reciprocità, alla gentilezza e alla rabbia.
Sono atti di piccola meraviglia, che nascono dallo stare sempre dalla parte di chi oggi è costrettə a subire gli effetti nefasti delle politiche di confine e leggi razziste che rendono la vita impossibile a tante di noi, di nostre amic3, compagn3.
È a partire da questo ascolto e pratica partigiana che costruiamo alleanze con chi decide di attraversare il nostro spazio, tracciando insieme delle strategie possibili per navigare i dispositivi istituzionali di controllo.
È una pratica che si affina, da anni, negli incontri e scontri con chi attraversa questo spazio.
Da sempre, rivendichiamo il supporto socio-legale come pratica militante: uno strumento per l’autodeterminazione e il conflitto contro le dinamiche di razzializzazione e ricattabilità prodotte dalle politiche migratorie e amplificate da quelle sanitarie, abitative e del mercato del lavoro.
Una pratica che, come tante altre realtà presenti in Sicilia e non, costituisce un punto di incontro e condivisione degli ostacoli quotidiani che vive una persona marginalizzata dal dispositivo repressivo dello Stato.
Essere sans-papiers, senza documenti, non è una colpa.
È uno status prodotto dall’incontro con leggi e norme sempre più repressive e discriminatorie del nostro Stato.
E può succedere a chiunque: per questo le nostre porte sono aperte a tutte le persone, di qualsiasi cittadinanza.
Anche italiana.




