Sportello Sans-Papiers

Lo Sportello Sans-Papiers è uno sportello d’ascolto e di sostegno nato nel 2016 a Palermo, nel quartiere del mercato storico di Ballarò.

Oggi funge da comunità di riferimento per molte persone migranti che passano nella nostra città e per molti abitanti del quartiere. Lo sportello è aperto ogni mercoledì dalle 15.30 alle 18.30.

Il nostro è un lavoro su un territorio che comincia dalla grande piazza che accoglie il nostro circolo; la natura stessa di questo luogo non può prescindere dal contesto sociale complesso e variegato che proviamo a modificare, lì dove è escludente per un gruppo di persone. Proviamo a farlo insieme a queste persone, che accusano spesso di sentirsi escluse da un sistema, di non rientrare in categorie sociali tutelate o riconosciute, di non avere una voce che venga effettivamente ascoltata. Infatti, il nostro impegno fa parte di una lotta più grande in difesa dei diritti umani, per la libertà di movimento e in opposizione ad ogni forma di razzismo,  attraverso la costruzione di reti di solidarietà condivise.

Forniamo gratuitamente diversi tipi di supporto: legale, sociale, supporto nella ricerca di soluzioni abitative, supporto burocratico e amministrativo per il rilascio dei documenti. Forniamo altresì un’ampia informativa sul diritto alle cure e all’accesso ai servizi sanitari, e in merito alle possibilità di accesso nel mondo dell’istruzione, della formazione e del lavoro.

Anche se abbiamo sviluppato una dettagliata conoscenza in diversi campi (legali, amministrativi e così via), pensiamo che sia l’approccio che adottiamo a favorire l’effettivo raggiungimento delle persone. Le riflessioni legate alla comunicazione in un’ottica trans ed intra culturale, alla mediazione linguistica e culturale, alle diverse tipologie di linguaggi – verbale, non verbale e paraverbale – condizionano le modalità di costruzione dell’incontro e del colloquio all’interno del nostro spazio informale. Dopo un primo ascolto, grazie alla relazione di fiducia che tendiamo a creare, la presa in carico avviene progressivamente e, di frequente, diventa omnicomprensiva. Spesso, infatti, lo stato di necessità in cui verte una persona è complesso e descrive una condizione articolata su più livelli, generata da diverse ragioni, in primis sistemiche, legate alla struttura della società – una società in cui lo status giuridico di una persona migrante ha un impatto molto rilevante su tutti gli ambiti della sua vita. 

Ne consegue che dedichiamo molta attenzione e delicatezza alle forme e alle modalità del supporto legale. Al momento nell’equipe dello sportello ci sono 5 legali, 2 delle quali fanno parte della CLEDU – Clinica Legale dei Diritti Umani dell’Università di Palermo. Inoltre, ci coordiniamo costantemente con gli avvocati della rete ASGI, con cui tentiamo di mettere in contatto sul territorio nazionale i nostri utenti non stanziali.

L’equipe multidisciplinare dello sportello è formata da una decina di attiviste e attivisti e figure professionali quali operatrici sociali, legali, mediatori linguistico-culturali.

Negli anni la nostra equipe è stata formata da persone provenienti da tanti paesi, tanti quasi quanto sono i paesi provenienza dei e delle nostre utenti: Egitto, Francia, Germania, Gambia, Ghana, Guinea, Italia, Costa d’Avorio, Marocco, Nigeria, Senegal, Regno Unito e Stati Uniti.

Poniamo molta cura nell’ascolto e nell’emersione dei bisogni più o meno manifesti delle persone che si rivolgono al nostro sportello per svariati motivi. Grazie ad un’attenta mediazione linguistica e culturale e all’instaurazione di relazioni di fiducia, lavoriamo per supportare le persone prese in carico nel percorso di consapevolezza dei propri diritti – a prescindere dallo status giuridico – e di tutela delle proprie libertà. Inoltre, cerchiamo di orientarle o accompagnarle, ove necessario, presso altre strutture e realtà territoriali quali ad esempio i dormitori, gli sportelli legali, i centri di salute mentale, favorendo una presa in carico “di comunità” e la creazione di solide reti, sia territoriali che nazionali. 

La nostra è una piccola comunità, sempre aperta, che si alimenta delle storie e dello spirito di chi ne fa parte, di chi passa, di chi va e di chi torna. Tante sono state le persone che abbiamo supportato in questi anni e che hanno oltrepassato una condizione di bisogno, con le quali abbiamo costruito nel tempo relazioni interpersonali di ricchissimo scambio e solida amicizia. Abbiamo conosciuto musicisti, poeti, artiste, esperti nel fare l’ataya e il “miglior” tè alla menta, personaggi liberi di vivere al di fuori di schemi precostituiti. Ogni incontro è una ricchezza.

La maggior parte delle persone che si rivolge allo sportello è rappresentata da giovani adulti e adulte con esperienze migratorie. Alcune sono appena sbarcate, altre sono richiedenti asilo ospiti dei centri di accoglienza, persone senza fissa dimora, braccianti nelle campagne ad alto rischio di sfruttamento lavorativo, persone ex detenute. Una parte considerevole di loro si rivolge a noi alla ricerca di soluzioni abitative alternative oppure sono persone senza documenti e perciò in una condizione di maggiore vulnerabilità e ricattabilità. Le donne che si rivolgono a noi sono per la maggior parte richiedenti asilo, donne vittime di tratta e di sfruttamento sessuale e donne impiegate nei lavori di cura; molte di loro sono madri, alcune madri sole.

Per rendere un’idea del numero di persone che si rivolge allo sportello, 521 sono state le persone che, nel 2022, a noi si sono rivolte. Di queste, quasi un terzo delle persone è di genere femminile e la fascia di età più presente è quella dei 26 e 35 anni. Per quanto riguarda la provenienza, gli accessi più frequenti riguardano persone provenienti da Nigeria, Gambia, Senegal e Ghana – tra i paesi dell’Africa occidentale- e da Tunisia, Marocco, Egitto e Libia – tra i paesi nordafricani.
Questi dati, comunque, non registrano il numero degli ascolti, dei colloqui e delle prese in carico che avvengono al di fuori dello sportello del mercoledì, come ad esempio le attività di monitoraggio e supporto socio-legale negli insediamenti informali delle campagne e nei centri di accoglienza straordinaria della provincia.

Per una panoramica più approfondita, è possibile trovare maggiori dettagli all’interno degli articoli e dando uno sguardo ai report quantitativi degli scorsi anni.

Il nostro lavoro è frutto, di base, del nostro attivismo. Il che vuol dire che mandiamo avanti le nostre attività con senso critico, ideali precisi e per lo più in maniera non retribuita, anche se non sempre è possibile, a seconda del tempo che dedichiamo ad ogni attività. 

Per far fronte alle spese e all’affitto mensile del nostro circolo, ovvero della nostra casa base, abbiamo indetto una colletta tra i nostri soci e non solo  – i Porci d’oro. Attualmente siamo supportati dalla Fred Foundation, dal Dutch Refugee Council e da REACT che, grazie al loro sostegno, contribuiscono significativamente a rendere sostenibili tante delle attività che stiamo portando avanti. 

Nella prima metà di 2021 abbiamo collaborato ad un progetto di ricerca militante con AlarmPhone, Borderline Sicilia Onlusborderline-europe (confluito nel report ‘Dal Mare al carcere’), mentre con Unione dei Buddisti Italiani e ARCI Nazionale cooperiamo nel progetto dei i Circoli Rifugio per fornire soluzioni abitative e un supporto diretto all’affitto per un gruppo di 9 nuclei familiari e donne single con minori a carico. 

In passato, invece, abbiamo ricevuto sostegno e supporto da OXFAM Italia, da Help Refugees e dalla Chiesa Valdese

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Attività di sportello mobile

Oltre al nostro presidio cittadino del mercoledì, portiamo avanti un’attività settimanale di Sportello mobile, che abbiamo strutturato in maniera tale da garantire una presenza settimanale sia negli insediamenti informali della Sicilia Occidentale, sia nei pressi dei centri di accoglienza di primo e secondo livello, in particolare per donne e nuclei familiari. Il nostro obiettivo è dare supporto sociolegale alle categorie sociali che si rivolgono al nostro sportello del mercoledì che risultano più soggette a processi di marginalizzazione e più esposte a sfruttamento lavorativo e sessuale, abusi e forme stratificate di violenze, facendo seguire al lavoro di cura anche ad uno di advocacy.

La nostra equipe è formata da una caseworker, un’operatrice legale, un mediatore pear to pear, una mediatrice arabofona e una consulente su tematiche di genere. Il supporto sociolegale si concretizza affiancando le persone nel percorso di consapevolezza dei loro diritti non solo relativi allo status giuridico, ma anche in merito alle cure e sulla situazione lavorativa; cercando una soluzione abitativa alternativa insieme a chi vuole/necessita; facilitando l’accesso ai servizi territoriali attivi, in particolare ai presidi sanitari e agli uffici pubblici.

Per quanto riguarda il supporto negli insediamenti informali rurali, durante i mesi autunnali di solito ci concentriamo sulla provincia trapanese e agrigentina, focalizzandoci sui territori delle monocolture olivicole, in particolare Campobello di Mazara e Caltabellotta. Nelle altre stagioni, ci rechiamo nei comuni della Sicilia Occidentale in cui si svolge prevalentemente un tipo di lavoro agricolo che richiede ingente manodopera stagionale tra cui Ribera, Cerda, Caccamo, Roccamena, Partinico, Trappeto e Alcamo. Fra le maggiori complessità, oltre ad alcuni gravi casi di sfruttamento lavorativo, che viene accentuato dai contratti di lavoro stagionali -caratterizzati da brevità- che determinano una maggiore difficoltà per il raggiungimento della regolarizzazione, riscontriamo problematicità legate alla precarizzazione di un lavoro che costringe a spostarsi continuamente, con i problemi che ne conseguono legati all’impossibilità di dimostrare una stabile dimora, condizone fondamentale nei casi di rinnovo/rilascio di un ps. Un altro grande problema è quello relativo alla difficoltà di accesso alle cure, dove per “cure” si intendono l’accesso ai servizi sanitari di base, l’assegnazione di un medico di medicina generale, il rilascio della tessera sanitaria e l’accesso al punto di primo intervento.

Per quanto riguarda invece il supporto sociolegale delle persone in accoglienza nei CAS delle tre province, questo è appunto rivolto in particolare alle donne e ai nuclei familiari. Il motivo è da ricercare nel fatto che molte sono state, nell’ultimo anno, le donne in accoglienza che si sono rivolte al nostro sportello del mercoledì per il supporto sociolegale, dal momento che, in particolare nei centri di accoglienza ubicati lontano dai centri abitati, è spesso particolarmente difficoltoso accedere a dei servizi territoriali di vitale importanza – nel panorama di un sistema di accoglienza ormai al collasso, dopo anni di smantellamento da parte delle politiche nazionali. 

Se vuoi ricevere il supporto dello sportello mobile o vuoi fare segnalazione, puoi scriverci su facebook o instagram o alla mail sportellosanspapiers@gmail.com

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