La nostra è una piccola comunità, sempre aperta, che si alimenta delle storie e dello spirito di chi ne fa parte, di chi passa, di chi va e di chi torna. Tante sono state le persone che abbiamo supportato in questi anni e che hanno oltrepassato una condizione di bisogno, con le quali abbiamo costruito nel tempo relazioni interpersonali di ricchissimo scambio e solida amicizia. Abbiamo conosciuto musicisti, poeti, artiste, esperti nel fare l’ataya e il “miglior” tè alla menta, personaggi liberi di vivere al di fuori di schemi precostituiti. Ogni incontro è una ricchezza.
La maggior parte delle persone che si rivolge allo sportello è rappresentata da giovani adulti e adulte con esperienze migratorie. Alcune sono appena sbarcate, altre sono richiedenti asilo ospiti dei centri di accoglienza, persone senza fissa dimora, braccianti nelle campagne ad alto rischio di sfruttamento lavorativo, persone ex detenute. Una parte considerevole di loro si rivolge a noi alla ricerca di soluzioni abitative alternative oppure sono persone senza documenti e perciò in una condizione di maggiore vulnerabilità e ricattabilità. Le donne che si rivolgono a noi sono per la maggior parte richiedenti asilo, donne vittime di tratta e di sfruttamento sessuale e donne impiegate nei lavori di cura; molte di loro sono madri, alcune madri sole.
Per rendere un’idea del numero di persone che si rivolge allo sportello, 521 sono state le persone che, nel 2022, a noi si sono rivolte. Di queste, quasi un terzo delle persone è di genere femminile e la fascia di età più presente è quella dei 26 e 35 anni. Per quanto riguarda la provenienza, gli accessi più frequenti riguardano persone provenienti da Nigeria, Gambia, Senegal e Ghana – tra i paesi dell’Africa occidentale- e da Tunisia, Marocco, Egitto e Libia – tra i paesi nordafricani.
Questi dati, comunque, non registrano il numero degli ascolti, dei colloqui e delle prese in carico che avvengono al di fuori dello sportello del mercoledì, come ad esempio le attività di monitoraggio e supporto socio-legale negli insediamenti informali delle campagne e nei centri di accoglienza straordinaria della provincia.
Per una panoramica più approfondita, è possibile trovare maggiori dettagli all’interno degli articoli e dando uno sguardo ai report quantitativi degli scorsi anni.