Il 30 settembre, giornata di lotta e di rivendicazioni

Il 30 settembre è l’anniversario della morte di Omar Baldeh ma non solo, anche quello di Ousman Diallo e tante altre vittime morte a causa di una catena di sfruttamento della terra e delle persone che avviene ogni giorno nelle campagne. Durante quella giornata è stato organizzato un corteo che ha coinvolto diverse reti solidali da Palermo e Partinico a Campobello. È partito dal centro ed è arrivato fino a Fontane d’Oro per ribadire, ancora una volta, che serve ed è urgente l’attuazione di pratiche politiche che garantiscano soluzioni abitative idonee per lavoratori e lavoratrici stagionali e una piena assunzione di responsabilità da parte dalle istituzioni.

Il corteo ha sfilato per le strade di Campobello dove i braccianti hanno rivendicato i loro diritti richiedendo l’apertura immediata e l’accessibilità a tutti e tutte dell’insediamento di Fontane d’Oro, che ogni anno durante la stagione dovrebbe ospitare braccianti stagionali, e da cui un gruppo di circa 30 persone è stato sgomberato a luglio [1], dopo essere precedentemente sgomberati dall’insediamento informale dell’Ex Cementificio circa un mese prima – senza alcun preavviso né volontà di dialogo con le associazioni da anni presenti [2]. Il fatto di sgomberare, buttare giù le baracche con le ruspe, deportare alcuni in CPR, notificare espulsioni, girare il volto di fronte a persone in stato di tossicodipendenza e donne in gravidanza, dare un’unica narrazione volta al sostegno di un “pugno di ferro”, tutti questi elementi che circondano e circostanziano i plurimi e violenti sgomberi non possono eliminare le persone, i loro corpi e le loro storie.

Nella giornata di sabato, i e le manifestanti hanno portato avanti, con chiarezza, le seguenti rivendicazioni:

  • soluzioni abitative idonee come l’apertura del cancello dell’ex oleificio Fontane D’oro e miglioramento delle condizioni igienico sanitarie a partire dalla rimozione dei rifiuti alla Calcestruzzi e la possibilità di accedere al mercato degli affitti degli appartamenti siti a Campobello, ad ora impossibile. 
  • il riconoscimento di un permesso di soggiorno e la possibilità di accedere ai percorsi legali per la regolarizzazione
  • l’accesso alle cure mediche che garantiscano il pieno godimento del diritto alla salute
  • l’ottenimento di contratti di lavoro regolari e rispettosi 

La manifestazione è stato un momento fondamentale di condivisione, di rivendicazioni e di lotte. Contemporaneamente, la situazione nella zona sta quotidianamente peggiorando: è di ieri l’inquietante notizia dell’arrivo di una nota della Prefettura al Comune di Campobello che annuncia che l’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro quest’anno non potrà erogare le risorse necessarie per l’allestimento del consueto campo di sosta temporanea all’interno dell’ex oleificio Fontane d’Oro [3]. 

Come ogni anno e non solo in tempi di raccolta, con il nostro sportello mobile proseguiamo i percorsi di supporto sociolegale delle persone che lì abitano e lavorano, così come continueranno i percorsi di rivendicazione e di lotta di fronte alla mancanza di risposte e all’ostilità da parte delle istituzioni. 

 

 

[1] Ricostruire sulle macerie – blog 

[2] Contro gli sgomberi a Campobello di Mazara – blog

[3] Campobello, la Regione non manda i soldi per il campo di sosta per i lavoratori stagionali impegnati nella raccolta delle olive. L’appello del sindaco – itacanotizie.it
 

 

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